elenco argomenti trattati:

CHE COSA E' UNA NORMA LA NORMAZIONE OGGI
LA NORMA TECNICA: CARATTERISTICHE LE PRINCIPALI NORME DEL SETTORE SCARICO P.D.C.
GIURISPRUDENZA LOCATIZIA E CONDOMINIALE USO DELLE NORME DEL SETTORE SCARICO P.D.C.
 

 

 

 

         

Che cosa è una norma
(fonte UNI)

Secondo la Direttiva Europea 98/34/CE del 22 giugno 1998:
"norma" è la specifica tecnica approvata da un organismo riconosciuto a svolgere attività normativa per applicazione ripetuta o continua, la cui osservanza non sia obbligatoria e che appartenga ad una delle seguenti categorie:

norma internazionale (ISO)
norma europea (EN)
norma nazionale (UNI)

Le norme, quindi, sono documenti che definiscono le caratteristiche (dimensionali, prestazionali, ambientali, di sicurezza, di organizzazione ecc.) di un prodotto, processo o servizio, secondo lo stato dell'arte e sono il risultato del lavoro di decine di migliaia di esperti in Italia e nel mondo.

La norma tecnica: caratteristiche
(fonte UNI)

CONSENSUALITÀ: deve essere approvata con il consenso di coloro che hanno partecipato ai lavori;
DEMOCRATICITÀ: tutte le parti economico/sociali interessate possono partecipare ai lavori e, soprattutto, chiunque è messo in grado di formulare osservazioni nell'iter che precede l'approvazione finale;
TRASPARENZA: UNI segnala le tappe fondamentali dell'iter di approvazione di un progetto di norma, tenendo il progetto stesso a disposizione degli interessati;
VOLONTARIETÀ: le norme sono un riferimento che le parti interessate si impongono spontaneamente.

 

La normazione oggi
(fonte UNI)

L’attività di normazione consiste nell’elaborare - attraverso la partecipazione volontaria, la consensualità e procedure di trasparenza - documenti tecnici che, pur essendo di applicazione volontaria, forniscano riferimenti certi agli operatori e possano pertanto avere una chiara rilevanza contrattuale.
A volte l’argomento trattato dalle norme ha un impatto così determinante sulla sicurezza del lavoratore, del cittadino o dell’ambiente che le Pubbliche Amministrazioni fanno riferimento ad esse richiamandole nei documenti legislativi e trasformandole, quindi, in documenti cogenti (come nel caso della UNI 7129).
In ogni caso, mano a mano che si diffonde l’uso delle norme come strumenti contrattuali e che, di conseguenza, diventa sempre più vasto il riconoscimento della loro indispensabilità, la loro osservanza diventa quasi "imposta" dal mercato.

È proprio la progressiva trasformazione dei mercati da locali, nazionali, ad europei ed internazionali che ha portato ad una parallela evoluzione della normativa da nazionale a sovranazionale, con importanti riconoscimenti anche dal WTO (World Trade Organization).
Da qui la vasta partecipazione di Paesi, oltre 100, alle attività dell’ISO e l’importanza che le sue norme, pur essendo di libero recepimento da parte degli organismi di normazione suoi membri, rivestono sui mercati mondiali.
A differenza dell’ISO il mondo europeo delle normazione è strettamente interrelato con un corpo sempre più completo di direttive dell’Unione Europea e ha dovuto, quindi, darsi regole interne più rigide: gli organismi di normazione membri del CEN sono infatti obbligati a recepire le norme europee e a ritirare le proprie, se contrastanti.

In tale contesto è evidente che l’attività normativa nazionale si sta via via limitando a temi più specificatamente locali o non ancora prioritari per studi sovranazionali e sta sempre più organizzando le proprie risorse per contribuire alle attività europee ed internazionali.

 

Le principali norme del settore scarico prodotti della combustione

EN 1856/2 maggio 2005
"camini - prescrizioni per camini metallici - Parte 2:Canne Fumarie metalliche e tubazioni di connessione
."
Scopo e campo d'applicazione:
La norma fornisce i criteri per la certificazione CE di Canne Fumarie metalliche e tubazioni di connessione.

 

EN 1856/1 aprile 2004
"camini - prescrizioni per camini metallici - Parte 1:Prodotti per sistema camino"
Scopo e campo d'applicazione:
La norma fornisce i criteri per la certificazione CE di Canne Fumarie metalliche e tubazioni di connessione.

 

EN 1443 2003
"camini - requisiti generali"
Scopo e campo d'applicazione: definire la designazione dei camini in generale.

 

UNI 11071  luglio 2003
"
Impianti a gas per uso domestico asserviti ad apparecchi a condensazione o affini. Indicazioni progettuali e criteri di installazione e manutenzione."
Scopo e campo d'applicazione:
La norma fornisce i criteri per la progettazione, l’installazione, la messa in servizio e la manutenzione degli impianti domestici e similari per l’utilizzazione dei gas combustibili, asservita ad apparecchi, aventi portata termica nominale non maggiore di 35 kW, a condensazione e affini.

 

UNI 7129  dicembre 2001
"Sistemi per l'evacuazione dei prodotti della combustione asserviti ad apparecchi alimentati a gas. Criteri di verifica, risanamento e intubamento."
Scopo e campo d'applicazione: Verifica della funzionalità dei sistemi in esercizio; verifica di idoneità e edeguamento, risanamento e ristrutturazione di sistemi esistenti. Articoli di interesse per il settore

 

UNI 10845  febbraio 2000
"Sistemi per l'evacuazione dei prodotti della combustione asserviti ad apparecchi alimentati a gas. Criteri di verifica, risanamento e intubamento."
Campo di applicazione: Verifica della funzionalità dei sistemi in esercizio; verifica di idoneità e adeguamento, risanamento e ristrutturazione di sistemi esistenti.

 

DECRETO MINISTERIALE 26 novembre 1998
"Approvazione di tabelle UNI-CIG, di cui alla legge 6 dicembre 1971, n. 1083, recante norma per la sicurezza dell'impiego del gas combustibile (18° gruppo). Approvazione con modifiche della norma UNI-CIG 10738 - Ed. maggio 1998" Note: La modifica riguarda l'allegato F, sostituito con quanto riportato sull'allegato II del presente decreto.

 

UNI - CIG 10738 maggio 1998
"Impianti alimentati a gas combustibile per uso domestico preesistenti alla data del 13/03/1990. Linee guida per la verifica delle caratteristiche funzionali". Scopo e campo d'applicazione: Essa si applica agli impianti per uso domestico alimentati a gas combustibile (Metano, GPL, manifatturato), comprendenti apparecchi con singola portata termica non maggiore di 35 kW (30.000 kcal/h) Note: La presente norma rimane valida solo per gli impianti antecedenti la data del 13/03/90 che in base alle verifiche della presente norma funzionano correttamente: nel caso vi fossero comunque delle anomalie di funzionamento, si ricadrebbe nell'ambito della norma UNI 10845/00.

 

UNI 10683  marzo 1998
"Generatori di calore a legna. Requisiti di installazione".Scopo e campo d'applicazione: Generatori di calore a legna < 35 kw di potenzialità al focolaio.

 

UNI - CIG 10642, 1997
"Apparecchi a gas. Classificazione in funzione del metodo di prelievo dell'aria comburente e di scarico dei prodotti della combustione".

 

UNI - CIG 10641, 1997
"Canne fumarie collettive e camini a tiraggio naturale per apparecchi di tipo C con ventilatore nel circuito di combustione" Scopo e campo d'applicazione: La presente norma fissa i criteri per la progettazione e la verifica delle dimensioni interne delle canne fumarie collettive e dei camini singoli a tiraggio naturale per apparecchi a gas di tipo C muniti di ventilatore nel circuito di combustione ai fini della sicurezza nell'evacuazione dei prodotti della combustione. Oltre che alle canne fumarie collettive e ai camini singoli a tiraggio naturale essa si applica alle canne fumarie multiple combinate che oltre ad evacuare i fumi dispongono anche di un condotto per l'afflusso dell'aria comburente agli apparecchi a gas di tipo C di qualunque portata termica.

 

NORMA UNI - CIG 10640, 1997
"Canne fumarie collettive ramificate per apparecchi di tipo B a tiraggio naturale" Scopo e campo d'applicazione: La presente norma prescrive i criteri per la progettazione e la verifica delle dimensioni interne delle canne fumarie collettive ramificate (CCR) di nuova installazione per l'evacuazione dei prodotti della combustione di più apparecchi a gas di tipo B sovrapposti, a tiraggio naturale, con interruttore di tiraggio, aventi portata termica nominale del focolare non maggiore di 35 kW.

 

UNI - CIG 10436 giugno 1996
"Caldaie a gas di portata termica nominale non maggiore di 35 kW. Controllo e manutenzione" Punti di interesse per il settore: Punto 5 - Verifiche preliminari. Appendice - Rapporto di controllo e manutenzione.

 

UNI - CIG 10435 giugno 1995
"Impianti di combustione alimentati a gas con bruciatori ad aria soffiata di portata termica nominale maggiore di 35 kW. Controllo e manutenzione"

 

UNI - CIG 10389 giugno 1994
"Generatori di calore. Misurazione in opera del rendimento di combustione" Scopo e campo d'applicazione: Generatori di calore con potenza termica nominale del focolare maggiore o uguale a 4 kW, alimentati a combustibile gassoso e/o liquido.

 

LEGGI n. 626-494-528, 1994
"Norme di sicurezza per i cantieri" Scopo e campo d'applicazione: l'emanazione di queste leggi obbliga delle norme di sicurezza per le quali nei cantieri bisogna prevedere dei POS, o Piani Operativi di Sicurezza, e dei progetti operativi per tutte le strutture inerenti ponteggi, sollevamenti, ecc.

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 agosto 1993 n. 412
"Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell'art. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10" Ambito di applicazione: Impianti relativi agli edifici adibiti ad uso civile Articoli di interesse per il settore: Art. 1:Definizioni Art. 5: Requisiti e dimensionamento degli impianti termici - commi 9 e 10. Art. 11: Esercizio e manutenzione degli impianti termici Allegato G: Libretto di impianto Note: Il presente è stato modificato dal DPR 551/99 (in particolare l'art. 5 commi 9 e 10).

 

DECRETO MINISTERIALE 21 aprile 1993
"Approvazione e pubblicazione delle tabelle UNI-CIG, di cui alla legge 6 dicembre 1971, n. 1083, recante norme per la sicurezza dell'impiego del gas combustibile (15° gruppo)" Articoli di interesse per il settore: Art. 1: Approvazione delle tabelle relative alla norma UNI 7129/92 che sostituiscono quelle di cui alla UNI 7129/72 limitatamente agli apparecchi aventi portata termica nominale inferiore ai 35 kW; in questo articolo vengono date nuove disposizioni relativamente alla ventilazione dei locali.

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 dicembre 1991 n. 447
"Regolamento di attuazione della legge 5 marzo 1990, n. 46, in materia di sicurezza degli impianti" Ambito di applicazione : Impianti relativi agli edifici adibiti ad uso civile Articoli di interesse per il settore: Tutti Sintesi: Il DPR specifica più chiaramente, entrando nei particolari, quanto già delineato con la legge n. 46/90 Art. 1 - comma 1: Cosa si intende per edifici ad uso civile; comma 5: Cosa per impianto a gas Art. 4 - In quali casi è obbligatoria la progettazione dell'impianto Art. 5 - Cosa si intende per impianti eseguiti a regola d'arte Art. 7 - Dichiarazione di conformità Art. 8 - Manutenzione degli impianti

 

UNI - CIG 9731 giugno 1990
"Camini - Classificazione in base alla resistenza termica" Scopo e campo d'applicazione: la presente norma contiene la classificazione di un camino (o di una serie di camini) in base alla resistenza termica e indica le relative modalità di misura e calcolo.

 

LEGGE 5 marzo 1990, n. 46
"Norme per la sicurezza degli impianti" Ambito di applicazione: Impianti relativi agli edifici adibiti ad uso civile Articoli di interesse per il settore: Tutti Sintesi: La legge assegna precise responsabilità a tre importanti figure che concorrono alla realizzazione di un impianto: - Committente: E' obbligato ad assegnare l'installazione dell'impianto ad imprese abilitate e riconosciute dalla legge; deve altresì fare eseguire, nei casi previsti, un progetto da professionista abilitato. - Progettista: Nei casi previsti dalla presente legge e nei limiti imposti dal decreto attuativo, è necessario l'intervento del progettista. - Installatore: Deve essere abilitato così come previsto dalla presente legge; deve eseguire i lavori in base alla regola dell'arte ed dichiararne la conformita a quella con apposita dichiarazione di conformità.>

 

UNI - CIG 9615 anno 1990
"Calcolo delle dimensioni interne dei camini. Definizioni, procedimenti di calcolo fondamentali". Scopo e campo d'applicazione: la presente norma indica i fondamenti per il calcolo dei dimensionamenti dei camini, ad esclusione dei camini collegati a più focolai. Deve essere impiegata per il calcolo di camini e canali da fumo di tutti i tipi, per focolai con combustibili solidi, liquidi e gassosi e per tutte le potenze termiche. Essa può essere anche impiegata per condotti dell'aria. Note: dalla presente norma sono escluse, dall'entrata in vigore della norma UNI 10641, i camini relativi alle caldaie di tipo C con potenzialità inferiore ai 35 kW.

 

UNI - CIG 8723 anno 1986
"Impianti a gas per apparecchi utilizzati in cucine professionali e di comunità. Prescrizioni di sicurezza". Scopo e campo d'applicazione: Impianti interni, a valle del contatore, per la distribuzione e l'utilizzo del gas , compresa installazione degli apparecchi utilizzatori ed impianti di scarico dei prodotti della combustione.

 

UNI - CIG 8364 febbraio 1984
"Impianti di riscaldamento. Controllo e manutenzione" Campo di applicazione: la presente norma fornisce istruzioni per il controllo e la manutenzione degli impianti termici aventi una potenza termica al focolare non minore di 35 kW (30.000 Kcal/h), destinati ad usi civili ed in particolare al riscaldamento dei locali ed alla produzione di acqua calda per usi igienici. Punti di interesse per il settore: Punto 7.3 - Manutenzione dei condotti del fumo. Periodicità di massima: focolari a gas - quinquennale; focolari a combustibile liquido - quadriennale; focolari a combustibile solido - triennale.

 

UNI - CIG 7131 anno 1972
"Impianti a gas di petrolio liquefatti per uso domestico non alimentati da rete di distribuzione. Progettazione, installazione e manutenzione" Campo di applicazione: Tutti gli impianti termici, di qualsivoglia potenzialità, alimentati a GPL.

 

UNI - CIG 7129 anno 1972
Impianti a gas per uso domestico alimentati da rete di distribuzione. Progettazione, installazione e manutenzione" Scopo e campo d'applicazione: Tutti gli impianti termici, di potenzialità superiore ai 35 kW, alimentati a gas di rete

 

LEGGE 6 dicembre 1971, n. 1083
"Norme per la sicurezza dell'impiego del gas combustibile" Campo di applicazione (art. 3): Impianti alimentati con gas combustibile per uso domestico. Articoli di interesse per il settore: Art.3 - … gli impianti effettuati secondo le norme UNI si considerano effettuati secondo le regole della buona tecnica per la sicurezza.

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 dicembre 1970 n. 1391
"Regolamento per l'esecuzione della legge 13 luglio 1966, n. 615, recante provvedimenti contro l'inquinamento atmosferico, limitatamente al settore degli impianti termici." Scopo e campo d'applicazione (art. 1):Tutti gli impianti termici di potenzialità superiore alle 30.000 kcal/h, non inseriti in un ciclo di produzione industriale, installati nelle zone A e B del territorio nazionale previste dalla legge. Articoli di interesse per il settore: Art. 6 - Camini Art. 7 - Canali da fumo Note: 1 - Con lettera circolare n. 3355/4183 del 06/03/75 il Ministero dell'Interno conferma che il presente regolamento e la legge cui esso si riferisce, disciplinano solo impianti a combustibili solidi e/o liquidi. 2 - Il dimensionamento della sezione dei camini proposto dal regolamento è stato superato dalla norma UNI 9615/90. 3 - L'applicazione del presente regolamento va attentamente valutata anche in funzione della copiosa normativa uscita successivamente.

 

LEGGE 13 luglio 1966, n. 615
Provvedimenti contro l'inquinamento atmosferico, limitatamente al settore degli impianti termici" Scopo e campo d'applicazione: la presente legge trova attuazione attraverso il Decreto del Presidente della Repubblica del 22 dicembre 1970 n. 1391. Si applica a tutti gli impianti termici di potenzialità superiore ai 30.000 Kcal/h. Solo combustibili solidi e liquidi.

 

Link all'indice delle norme in fase di studio CEN TC 166

 

 

Uso delle norme relative allo scarico dei prodotti della combustione

Nelle tabelle sottostanti sono riportati i riferimenti normativi per la progettazione dei sistemi di scarico prodotti della combustione suddivisi in funzione della potenza termica del generatore (kW), del tipo di combustibile (gassoso, liquido o solido), del tipo di combustione (naturale, forzata, pressurizzata o condensata), della parte dell'impianto fumario (canale da fumo, condotto da fumo, collettore da fumo, camino, canna fumaria, condotto per intubamento), di conformazione (costruzione della composizione moduli come ispezioni, "T", riduzioni, gomiti etc.) e di dimensionamento (metodo termofluidodinamico tramite il quale è possibile verificare la corretta sezione del sistema scarico fumi).

L'obiettivo di tale classificazione consiste nell'indirizzare, nei singoli e rispettivi casi, la progettazione verso strumenti il più possibili adeguati.
 

Portata termica non maggiore di 35 kW - Combustibile GASSOSO
Tipo di caldaia canale da fumo e camino singolo canna fumaria collettiva
conformazione dimensionamento conformazione dimensionamento
"B" tiraggio naturale UNI 7129/01 UNI 9615/90
UNI 7129/01
UNI 7129/01
UNI 10640/97
UNI 10640/97
"B" tiraggio forzato UNI 7129/01 UNI 9615/90
UNI 10641/97
non consentito non consentito
"C" tiraggio naturale UNI 7129/01 - UNI 7129/01 -
"C" tiraggio forzato UNI 7129/01
UNI 10641/97
UNI 10641/97 UNI 7129/01
UNI 10641/97
UNI 10641/97
condensazione UNI 11071/03 EN 13384-1/02 UNI 10641/97
T fumi>60°C
UNI 10641/97
T fumi>60°C

 

Intubamento in pressione positiva
Tipo di caldaia canale da fumo e camino singolo canna fumaria collettiva
conformazione dimensionamento conformazione dimensionamento
"C" tiraggio forzato UNI 10845/00 EN 13384-1/02 non consentito non consentito

 

Portata termica maggiore di 35 kW Combustibile Gassoso
Tipo di caldaia canale da fumo e camino singolo collettore da fumo e camino singolo
conformazione dimensionamento conformazione dimensionamento
Aria aspirata UNI 7129/72 UNI 9615/90 UNI 7129/72 pr EN 13384-2
Aria soffiata UNI 7129/72 UNI 9615/90 UNI 7129/72 pr EN 13384-2
Pressurizzata a
Condensazione
pr EN 12391 EN 13384-1/02 - pr EN 13384-2

 

Portata termica maggiore di 35 kW Combustibile Solido/Liquido
Tipo di caldaia camino singolo collettore
conformazione dimensionamento conformazione dimensionamento
Aria aspirata LEGGE 13 luglio 1966, n. 615 UNI 9615/90 LEGGE 13 luglio 1966, n. 615 pr EN 13384-2
Aria soffiata 615/66 UNI 9615/90 LEGGE 13 luglio 1966, n. 615 pr EN 13384-2
Pressurizzata a
Condensazione
pr EN 12391 EN 13384-1/02 - pr EN 13384-2

 

Qualunque portata termica e combustibile - Obbligo di scarico a tetto
Tipo di caldaia canale da fumo e camino singolo canna fumaria collettiva
DPR 412/93 + DPR 551/00
Tutte

 

Qualunque portata termica e combustibile - Capitolati e Marcatura CE
Tipo di caldaia canale da fumo e camino singolo canna fumaria collettiva
conformazione dimensionamento conformazione dimensionamento
Tutte EN 1443/99 (capitolati)   -   EN 1856-1/03 (marcatura CE)

 

Caminetti aperti/chiusi,stufe,termocaminetti,forni,termocucine - Combustibile legna
Tipo di generatore camino singolo
conformazione dimensionamento
Focolare Chiuso e Aperto UNI 10683/98 UNI 9615/90

 

Motori endotermici ad installazione permanente (gruppi elettrogeni, cogenerazione, turbuine, ...)
Combustibile Liquido/Gassoso
Tipo di motore camino singolo
conformazione dimensionamento
A scoppio o turbina Metodo CAMINI G.B.D. Metaloterm Metodo CAMINI G.B.D. Metaloterm

 

Cucine professionali e di comunità
Tipo di caldaia camino singolo
conformazione dimensionamento
Combustione Atmosferica UNI 8723/86 UNI 9615/90
 
         

Giurisprudenza locatizia e condominiale
(Fonte archivio delle locazioni e del condominio - Casa editrice La Tribuna).

Osservanza delle quote di sbocco

Le canne fumarie per la dispersione dei fumi delle caldaie sono soggette alla disciplina dell’articolo 890 del Codice civile e, quindi, devono essere poste alle distanze previste dai regolamenti o comunque che risultino necessarie a preservare da pregiudizi gli stabili adiacenti .
Cassazione 3/12/91 n. 12927.

 

Concessione edilizia

I lavori di innalzamento e copertura di una canna fumaria, in quanto completano "funzionalmente" un’opera preesistente, richiedono la concessione edilizia.
Cass. pen., sez. III, 25 ottobre 1988, n. 10396 (ud. 9 febbraio 1988), Amatori.

L’autorizzazione edilizia per la realizzazione di una canna fumaria in un muro perimetrale di un edificio può essere rilasciata al singolo condomino proprietario dell’unità immobiliare che la canna fumaria è destinata a servire.
Cons. Stato, sez. V, 23 giugno 1997, n. 699, Comune di Milano c. Ardizzon, in Arch. loc. e cond. 1997, 1058.

 

Installazione

L'installazione di una canna fumaria rientra nell'uso legittimo della facciata comunque per cui, una volta salvaguardato il decorso architettonico attraverso il posizionamento di un manufatto che si adegui all'estetica della facciata stessa, essa rappresenta una modifica conforme alla destinazione del bene comune che ciascun condomino può effettuare, addirittura senza neppure ottenere il consenso degli altri condomini. La facoltà trova come sempre limiti nei diritti esclusivi altrui e nel divieto di alterare il decoro architettonico dell'edificio. Non appare invece ancora definitivamente risolto il problema riguardante l'obbligo o meno del condomino di rispettare, nella posa della canna fumaria, le distanze previste dall'art. 889  c.c. (due metri tra il confine altrui e l'opera che si va ad installare). Nessuna norma prescrive che per le opere compiute sulle parti comuni degli edifici condominiali, si debbano osservare le disposizioni dettate dal codice civile per i rapporti di vicinato. Tuttavia l'art. 889 c.c. deve trovare applicazione anche alle canne fumarie perchè trattasi di norma dettata per motivi d'igiene e non può in tal caso qualificarsi come norma sulle distanze legali. E' stato sul punto ritenuto (Cass. n. 15394/00), che le norme sulle distanze legali, in quanto rivolte a regolare i rapporti tra proprietà autonome e contigue, sono applicabili anche ai rapporti tra il condominio ed il singolo condomino, nel caso in cui esse siano compatibili con l'applicazione delle norme particolari relative all'uso delle cose comuni, cioè nel caso in cui l'applicazione di queste ultime non siano in contrasto con le prime e delle une e delle altre sia possibile un'applicazione complementare. Nel caso di contrasto devono però prevalere le norme relative all'uso delle cose comuni, con la conseguenza dell'inapplicabilità di quelle relative alle distanze legali che, che condominio e nei rapporti con il singolo condomino ed il condominio stesso sono in rapporto di subordinazione rispetto alle prime.

Il condomino che inserisce la propria canna fumaria nel lastrico solare comune, incorporandone una porzione, con opere murarie, al servizio esclusivo del proprio appartamento, pone in essere un atto di utilizzazione particolare della cosa che non ne compromette necessariamente la destinazione e che deve essere, pertanto, considerato del tutto legittimo se, trattandosi della occupazione di una zona periferica di una parte del tutto trascurabile rispetto alla superficie complessiva del lastrico, possa, in concreto, escludersi, che la predetta utilizzazione, menomi la funzione di copertura e calpestio del lastrico o le possibilità di uso degli altri comproprietari.
Cass. civ., sez. II, 7 marzo 1992, n. 2774, Cenci E. c. Cenci G.

Negli edifici in condominio, qualora distinte canne adibite a sfiatatoi, destinate a servire singolarmente diversi locali o appartamenti, siano incorporate nel muro comune e preesistano al condominio, il servizio può essere qualificato comune quanto meno nel suo complesso.
Cass. civ., 16 luglio 1964, n. 1931.

L’installazione da parte di un condomino di una canna fumaria in aderenza, appoggio o con incastro nel muro perimetrale di un edificio, è attività lecita rientrante nell’uso della cosa comune, previsto dall’art. 1102 c.c. e, come tale, non richiede né interpello né consenso degli altri condomini.
Trib. civ. Napoli, sez. IV, 17 marzo 1990, n. 3422, in Arch. loc. e cond. 1991, 145.

Le norme sulle distanze legali, le quali sono fondamentalmente rivolte a regolare rapporti tra proprietà autonome e contigue, sono applicabili anche nei rapporti tra il condominio ed il singolo condomino di un edificio condominiale nel caso in cui esse siano compatibili con l’applicazione delle norme particolari relative all’uso delle cose comuni (art. 1102 c.c.), cioè nel caso in cui l’applicazione di queste ultime non sia in contrasto con le prime e delle une e delle altre sia possibile una complementare; nel caso di contrasto, prevalgono le norme relative all’uso delle cose comuni, con la conseguenza della inapplicabilità di quelle relative alle distanze legali che, nel condominio di edifici e nei rapporti tra il singolo condomino ed il condominio stesso, sono in rapporto di subordinazione rispetto alle prime. (Nella specie, si trattava della installazione, in appoggio al muro condominiale, ed in prossimità della finestra di un condomino, della canna fumaria della centrale termica condominiale).
Cass. civ., sez. II, 23gennaio 1995, n. 724, Albini c. Cond. "Il Pino" di Como, in Arch. loc. e cond. 1995, 320.

Il singolo condomino non ha diritto alla tutela possessoria nei confronti del condominio con riferimento ai comportamenti di fatto posti in essere in attuazione di decisioni prese da alcuno dei suoi organi. (Nella fattispecie, un condomino aveva proposto l’azione di manutenzione contro l’attuazione della delibera assembleare riguardante l’installazione delle canne fumarie).
Trib. civ. Parma, ord. 3 gennaio 1997, Bottini c. Condominio "I Tigli" in Salsomaggiore, in Arch. loc. e cond. 1997,97.

 

Proprietà

La canna fumaria è soggetta alla presunzione di comunione di cui all’art. 1117 c.c. e deve, quindi, ove il contrario non risulti dal titolo, ritenersi comune e la circostanza che la canna inizi da un determinato appartamento è irrilevante e non può giustificare la pretesa del proprietario dell’appartamento stesso di un acquisto per accessione.
Cass. civ., 29 aprile 1966, n. 1092.

Una canna fumaria, anche se ricavata nel vuoto di un muro perimetrale in condominio, non è necessariamente di proprietà comune, ben potendo appartenere ad uno solo dei condomini, se sia destinata a servire esclusivamente l’appartamento cui afferisce.
Cass. civ., 17 maggio 1967, n. 1033.

Con riguardo ad edificio in condominio, una canna fumaria, anche se ricavata nel vuoto di un muro comune, non è necessariamente di proprietà comune, ben potendo appartenere ad uno solo dei condomini, se sia destinata a servire esclusivamente l’appartamento cui afferisce, costituendo detta destinazione titolo contrario alla presunzione legale di comunione.
Cass. civ., sez. II, 29agosto 1991, n. 9231, Battista ed altro c. Signorelli ed altro.

 

Spese

L’obbligazione di ricostruire una canna fumaria, la cui originaria consistenza sia stata mutata nel tratto che attraversa un singolo appartamento, è a carico del proprietario di questo come obbligazione reale e non già a carico comune dei condomini.
Corte app. civ. Napoli, 14 gennaio 1950.

Le spese per la riparazione di una canna fumaria che serve un appartamento non possono essere messe a carico della collettività.
Trib. civ. Milano, 18 gennaio 1990, in L’Amministratore 1990, n. 3.

 

Uso

La riduzione della sezione di una canna fumaria ad opera di uno dei condomini (nella specie mediante immissione di un tubo in eternit) non è consentita qualora di fatto alteri la destinazione della cosa comune ed impedisca agli altri partecipanti di farne uso secondo il loro diritto.
Cass. civ., 29 aprile 1966, n. 1092.

Nel caso in cui cessi l’uso di un impianto di riscaldamento condominiale non viene meno per questa sola ragione il compossesso dei singoli comproprietari sulla relativa canna fumaria, sia perché è riconducibile ai poteri del titolare di un diritto reale la facoltà di mettere o non mettere in attività un impianto, sia perché la canna fumaria va considerata come un manufatto autonomo, suscettibile di svariate utilizzazioni.
Cass. civ., sez. II, 17 febbraio 1995, n. 1719, Massafra c. Longhini.


 

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